FARE IL PRECARIO NON E’ UN MESTIERE !!!.

Giovedì 7 Ottobre ho sentito il dovere di partecipare alla Grande Manifestazione (oltre 5000 presenti) indetta dalla FIOM a Modena, per condividere la rabbia di chi tutti i giorni si spezza la schiena e poi si vede ricattato da chi gli chiede in modo sempre più insistente di rinunciare a diritti acquisiti con le durissime lotte del passato.
A chi vuol farci credere che va tutto bene, che la crisi è finita che la ripresa è alle porte… rispondiamo con un fatto incontestabile. Oggi siamo in presenza di un attacco ai diritti dei lavoratori che non ha precedenti ed è palese che in Italia si sta cercando di delegittimare, l’unico sindacato, la FIOM, che ancora tiene la schiena dritta!.

I giornali vogliono far passare questo sindacato e gli iscritti FIOM come uno sparuto gruppo di facinorosi, squadristi ma la realtà è molto diversa.
In questi ultimi anni il lavoro è stato reso precario, è stato svalorizzato sul piano del salario e si stanno sistematicamente svendendo i diritti dei Lavoratori!.
Le imprese si stanno orientando ad una visione distorta del lavoro, iniziano ad interpretarlo come un sistema in cui chi lavora deve aderire e sostenere le posizioni dell’azienda senza l’ambizione di poterle contrattare.

IL LAVORO E’ UN SOGGETTO PORTATORE DI DIRITTI !.

Azzerare questo concetto vuol dire azzerare le condizioni democratiche! E’ inaccettabile che le imprese possano avere mano libera nelle decisioni e scegliersi i sindacati secondo la propria convenienza.

Non è più accettabile avere migliaia di rapporti di lavoro diversi, il tempo indeterminato deve tornare ad essere il rapporto di lavoro normale e di riferimento, non più un utopia o un ricordo del passato.
Senza un lavoro a tempo indeterminato quale prospettiva può avere un giovane? Quando potrà diventare davvero autonomo ed accollarsi un mutuo per uscire di casa?
Giorno per giorno si sta cercando di “educare” i lavoratori a pensare che ESSERE PRECARI TUTTA LA VITA SIA NORMALE !!!.

FARE IL PRECARIO NON E’ UN MESTIERE !!!.

C’è una crisi globale questo è innegabile, ma le imprese e le istituzioni DEVONO investire sul lavoro, sulla formazione e sulla crescita.

Oggi si deve pensare e progettare un diverso modello di sviluppo. Le aziende possono puntare sulla qualità e sull’innovazione dei prodotti solo se c’è la qualità del lavoro, se c’è investimento sulla formazione. Una crescita personale del Lavoratore comporta fisiologicamente un notevole beneficio per l’azienda in termini di rendimento ed efficienza.

TUTTO QUESTO E’ POSSIBILE, MA NON LO SI PUO’ REALIZZARE TAGLIANDO I DIRITTI E SVILENDO I LAVORATORI !.

Rocco Cipriano
Attivista MoVimento 5 Stelle

CLICCA E GUARDA IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE!


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