La partita di Hormuz

Il Golfo Persico sarà il teatro della partita del nucleare iraniano. La carta delle acque territoriali tra Iran e Oman. i confini marittimi definitivi. Le rotte commerciali.

[…]”La partita del nucleare iraniano resta infatti impregiudicata. Sarà al cuore del primo briefing strategico del nuovo presidente. Se il braccio di ferro col regime dei pasdaran non si concluderà con un compromesso, rischierà di sfociare forse per accidente in un confronto militare dagli esiti imprevedibili, salvo il più che certo blocco dello Stretto di Hormuz, collo di bottiglia strategico per le forniture di greggio a Giappone, Europa e Stati Uniti.
La sfida con l’Iran è il centro di gravità della «guerra al terrorismo». In un modo o nell’altro, Obama si propone di concluderla. Salvando la faccia, possibilmente qualcosa di più. Servirebbe davvero un colpo di bacchetta magica per inventare un finale dignitoso alle avventure afghana e irachena. In ogni caso la sua sola bacchetta non basterà. Ci vorrà un magico concerto, con la partecipazione di tutti gli attori regionali e delle maggiori potenze. A partire da Cina e Russia. Non è uno scenario impensabile.”[…]

citazione dall’editoriale “Grazia sotto pressione”, da cui è tratta la carta geopolitica.

La carta mette a fuoco il chokepoint dello Stretto di Hormuz, punto di passaggio obbligato per le principali rotte commerciali e di approvvigionamento di petrolio, nonchè luogo di giacimenti strategici di gas e dell’ impianto gnl situato presso l’isola Das. L’importanza dell’area è contrassegnata dalla presenza, oltre che di porti e terminal petroliferi, anche di controversie marittime: il limite delle acque territoriali reclamato dall’Oman e la sovranità su alcune piccole isole, che, occupate dall’Iran, sono rivendicate dagli Emirati Arabi.

 

Tratto da Repubblica.it

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